Non hai paura?


Vivo e viaggio in camper da qualche mese ormai e ieri sera ho aperto su instagram un box con la domanda: “Cosa vuoi sapere sulla vita in camper?” Ho ricevuto tante domande tecniche su come rispondere a necessità quali acqua, gas ed elettricità. Ma tutte le altre domande sono state come queste:


Non hai paura?

“In quanto donna, ti senti sicura a viaggiare da sola?”

“Dormi tranquilla la notte, essendo sola in camper?”


Alla prima domanda ho pensato: “Perché dovrei aver paura?!

Ma leggendo la decima domanda uguale ho pensato: “...Forse dovrei avere paura?

Per rispondere ci ho pensato un po’, mentre guidavo i 400 km di paesaggi stupendi che separano Granada da Alicante, nel nord-est della Spagna.


Ho chiesto alla mia amica Adele un’opinione critica a riguardo e mi ha dato una risposta bellissima: E’ importante differenziare la paura tra: paura in quanto emozione irrazionale e una possibile paura legata ad un rischio statistico.


Se parliamo di rischio statistico: è vero che per una donna* sia più pericoloso girare da sola. Ma questo banalmente anche solo tornare a casa la sera in una strada buia, senza necessariamente dover viaggiare, sia statisticamente più pericoloso che per un uomo* .

Questo è un dato di fatto, tanto quanto sia un dato di fatto che sia statisticamente più rischioso uscire e attraversare una strada, piuttosto che rimanere chius0 in casa.

La paura in quanto emozione, può essere irrazionale. Nel caso del viaggiare da sola, è una paura strettamente legata ad una cultura e una società che associa al genere femminile*, in quanto fisicamente più debole, maggiori rischi di abusi fisici e psicologici rispetto al genere maschile* e da parte di quest’ultimo.


* - concedetemi in questo discorso preciso di non spaziare su altre tematiche quali razzismo, discriminazione ed odio verso un individuo basato unicamente sul proprio genere / orientamento / etnia / religione, in relazione al contesto sociale / luogo / momento storico, in cui si trova. Penso di non essere abbastanza preparata in modo da dare una visione psicologica, sociale e contestuale abbastanza approfondita e corretta. È un tema incredibilmente complesso ed intricato, al quale penso non si possa ridurre ad un solo punto di vista o ad un semplice articolo in un blog.


Ma posso dare la mia, personale, opinione a riguardo: Non Serve Avere Paura. Lasciando prevalere la paura, a tal punto da non intraprendere un viaggio da sola, si permette a questo meccanismo sociale e culturale, discriminatorio nei confronti del genere femminile, di continuare ad esistere.

Negli anni mi sono resa conto di quanto da sempre, in tutta la crescita, noi bambine, ragazze e donne nella nostra società fino ad ora, siamo state bombardate di messaggi e definizioni relative al genere nel quale ci sentiamo identificate: quello femminile.

Definizioni che poi si traducono in stereotipi ed influenzano noi ed i comportamenti degli altri nei nostri confronti.


Da bambine ‘dobbiamo’: essere brave, giocare con le bambole, essere educate.

Da ragazze ‘dobbiamo’: essere attraenti, essere educate, essere femminili.

Da donne ‘dobbiamo’: essere attraenti, prenderci cura della casa, essere madri realizzate.


(*reputo scontato che anche il genere maschile subisca bombardamenti di stereotipi e definizioni nocive, ma non è mia intenzione trattare questa tematica in questo articolo.)


Ci viene insegnato che il genere femminile è fisicamente più debole, che è statisticamente più a rischio rispetto al genere maschile e che ci sono molti momenti della nostra vita in cui dobbiamo avere paura, proprio per queste statistiche, che sono alimentate da altra paura e da un sistema educativo ed antiquato che è rimasto molto indietro con i tempi e che stenta a riconoscere e tantomeno a proporre ed attuare un cambiamento, un'evoluzione.


Io personalmente non ho paura e non ho mai avuto paura, perché semplicemente mi lascio guidare dall’istinto; sento immediatamente se una situazione mi torna o meno, se un luogo è sicuro o se è meglio proseguire e so leggere nelle persone che intenzioni possano avere. Senza pregiudizio, solo un forte istinto che abbiamo tutti e tutte! Dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo e lasciarci guidare.


Oltre all’istinto, che comunque metto al mio primo posto per viaggiare sicura, ci metto anche un po’ di buon senso basilare:

  • se sono in un luogo in cui non ho mai dormito prima e c’è anche solo un altro camper o furgone, è già un buon segno.

  • Se sono in un luogo nuovo o che non conosco abbastanza, appena fa buio chiudo le tende e blocco le porte.

  • Se sono in un luogo nuovo, parcheggio e sosto senza dare troppo nell’occhio: se ho la porta o le finestre aperte per arieggiare, tengo la musica un po’ più bassa.

  • Se c’è un po’ di via vai di persone perché magari sono in un parcheggio affollato, socchiudo le tende.

  • Se per un qualche motivo mi sento che c’è qualcosa che non mi torna o non mi ispira il luogo in cui sono, semplicemente mi sposto.


Queste sono cose che faccio non perché non mi sento al sicuro, ma semplicemente perché mi piace mantenere la mia privacy.


Quindi bambine, ragazze, donne, tutte e anche tutti e tutt0:

vi invito a scoprire e a ricordarvi di quanto siate forti. Di quanto la paura sia alimentata da pregiudizi, irrazionalità, etichette e stereotipi e di quanto sia in realtà semplice da sconfiggere e andare oltre, realizzando tutto ciò che volete, quando e come lo volete.


Evoluzionate il Mondo partendo da voi stesse, stessi, stess0.

Imparate a connettervi con il vostro istinto naturale, con il quale non si può avere paura, ma solo chiarezza, con occhi e cuore aperto!

Sapete qual’è il contrario della paura?

E’ l’amore.


Cheers & Love,

Nina di STATO BRADIPO®



Grazie Adele, fondamentale per il completamento di questo pensiero


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