La Sostenibilità Non Esiste *post aggiornato*

Aggiornamento: 8 set


Spesso, quando mi chiedono “cos’hai fatto oggi” la prima cosa che rispondo è “ho pensato.”

Penso tanto, a volte forse troppo, ma fa parte della mia personalità.

Negli ultimi anni, lavorando con STATO BRADIPO, ho pensato intensamente a tematiche quali: ambiente, produzione, consumismo, marketing, sostenibilità.


Sostenibilità significa che un processo può essere ripetuto con le stesse modalità, per un tempo indefinito, senza avere ripercussioni sul presente e sul futuro, generando benessere collettivo e protraendolo nel susseguirsi delle generazioni.


Si può intendere sostenibilità socio-economica (quindi riferita ai sistemi creati dall’essere umano) o ci si può riferire alla sostenibilità ambientale.

In entrambi i casi, non vedo come l’essere umano, già da circa qualche centinaio di anni a questa parte, possa popolare e vivere il Pianeta Terra secondo termini sostenibili.


Con STATO BRADIPO ho sempre cercato una direzione sostenibile, riducendo il più possibile il mio impatto ambientale;

ma più divento consapevole dei processi produttivi e dell’impatto che essi hanno, più capisco che qualsiasi cosa faccio sia tutt’altro che sostenibile.


Nel momento in cui c’è una produzione, c’è anche un impatto:

- dalla coltivazione / estrazione / creazione della materia prima, - alla lavorazione / assemblamento,

- trasporti, - utilizzo / consumo,

- fino allo smaltimento di ciò che resta, dal prodotto al packaging.

Tutto questo processo sarebbe sostenibile solo se si potesse perpetuare in un tempo indeterminato senza avere un impatto ambientale nel presente e nel futuro.


Come potrebbe essere possibile?

Non lo so.


Ciò mi ha portata ad una conclusione forte e che mi ha fatta soffrire per mesi:

La sostenibilità non esiste.


O meglio, finché esiste l’essere umano, la sostenibilità non può esistere.


(sottinteso: questo è il mio pensiero personale. Non sono una scienziata e questo è solamente il mio flusso di pensiero dato da un forte interesse nella vita in generale e una consistente dose di analisi critica.)


Nella formulazione di questa conclusione, ho percepito lo sgretolamento di uno dei princìpi fondamentali che identificavo come il vero motivo per il quale avesse senso fare quello che stavo facendo con STATO BRADIPO: dare il mio contributo alla sostenibilità ambientale.


Shock. Mi sono sentita affranta e disillusa, anche peggio di quando mi hanno detto che non sarei mai diventata una sirenetta (o una fata, o una piratessa).

Abbiamo un impatto. In ogni singola azione che caratterizza la nostra attitudine allo sviluppo, alla modificazione dell’ambiente e della vita per soddisfare bisogni che si fanno, nel corso della nostra evoluzione, via via più esigenti, artificiosi, impattanti.


Ho iniziato a vedere quanto il concetto di falsa sostenibilità (perché di questo si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, una finzione) è sfruttato ampiamente in strategie di marketing, proponendo prodotti che di "Green" hanno solo il "washing", per esercitare un alleggerimento di coscienza in chi acquista prodotti “sostenibili”, ingannando l'acquirente ignaro a spendere i propri soldi per comprare qualcosa, che comunque va ad arricchire una determinata azienda, industria, brand, settore.


Per quanto non so come posso creare e portare avanti un Brand sostenibile, me lo sono immaginato:


Nel mio brand sostenibile dei sogni,

parte tutto dal creare abbigliamento dal design intelligente, versatile, estremamente comodo e adatto a tantissime applicazioni diverse.

Poi l’utilizzo di materiali di altissima qualità, completamente tracciati, di origine naturale e locale, coltivati, lavorati e creati con processi naturali, senza l’utilizzo di sostanze chimiche che sarebbero impossibili da smaltire completamente.

Produzione di qualità, il tutto volto a creare un prodotto che duri tantissimi anni, col fine di ridurre l’acquisto di cose in realtà superflue.

Per chiudere il cerchio, fornire un sistema di riparazione dei capi rotti, di recupero e riciclo dell’abbigliamento non più utilizzabile e di rivendita di capi che non si utilizzano più, ma che sono ancora in buone condizioni.

Il tutto utilizzando solamente energie rinnovabili, nel rispetto e tutela completi di lavoratori competenti e ben retribuiti in ogni settore e credo fortemente anche nell’impiego di ogni nuovissima tecnologia disponibile, che renda ogni passaggio davvero sostenibile.


Aspettative: mondo del futuro

Realtà: forse utopia

Risultato: belle le idee, un po’ meno sentirsi impotenti nel realizzarle.

Nello struggimento che ho provato, alla fine di tutto, con un mezzo sorriso accennato ho pensato:


”Bene. Anzi, Benissimo.”


Perché tutto ciò fa parte della vita.

La sofferenza e l’amore fanno parte della vita,

la crudeltà e la meraviglia,

la materialità e le idee. Finché sentiamo qualcosa è perché siamo vivi e forse davvero l’unico scopo della vita è quello di essere felici.


Mi sono chiesta: “come faccio ad essere felice?”


Devo osservare, comprendere, fino ed accettare e anche apprezzare la realtà così com’è, dagli spigoli bui fino alla luce più intensa, per poi, essendone consapevole, avere il potere di cambiarla.


Ho accettato che l’essere umano non è sostenibile, che io con il mio stile di vita (per quanto attento) non sono sostenibile e che mi arrivano tantissime informazioni ogni giorno che sono falsità, il tutto per assecondare dinamiche economiche e di potere che arricchiscono sempre lo stesso sistema, quello capitalistico, che spinge l'acquisto sconsiderato ed il consumo sfrenato.

Ho anche accettato che posso districarmene e crearmi un‘opinione personale, facendo sempre del mio meglio e sapendo che ogni scelta che faccio ha un impatto.

Ora lo sto accettando e posso dire la verità:

STATO BRADIPO® NON è un brand sostenibile.


Per quanto mi possa impegnare, per ora, non lo sarà mai.


E fra tutto ciò che esiste nel mondo oggi, decido comunque di esistere, di produrre e di avere un impatto, perché per quanto ci possa stare male, starei ancora peggio a non seguire la mia spinta creativa, che mi conduce a portare avanti comunque questo brand.

Scelgo di essere un’alternativa alle grandi industrie, che producono migliaia di capi tutti uguali e di scarsa qualità.

Scelgo di fare del mio meglio in ogni dettaglio, per avvicinarmi sempre di più alle mie aspettative ideali, utilizzando al meglio i mezzi che ho a disposizione.


STATO BRADIPO Non è un brand sostenibile,

ma è un brand Consapevole. Prendendone coscienza voglio invitare a dire la verità e ad essere trasparenti, così da non rendere più il compratore soggetto ad una truffa di marketing, ma libero fruitore di informazioni reali e con piena consapevolezza nella scelta di ciò che sta acquistando, in cosa sta spendendo le proprie risorse economiche e di conseguenza anche che tipo di futuro sta sponsorizzando con la sua scelta di acquisto.


Esatto, uno dei modi più diretti per avvicinarti alla sostenibilità parte proprio dalla tua scelta di acquisto.


Quindi, la mia risposta alla sostenibilità, è la consapevolezza.


Io dico la verità, e tu?

Sai sempre cosa e da chi stai acquistando?


Cheers & Love,

Leoné di STATO BRADIPO


22 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti