Ho 24 anni e 20 anni fa ho iniziato a cucire


Una bellissima fortuna è stata quella di nascere e crescere in una casa-laboratorio, con due genitori artisti, che mi hanno sempre lasciata libera di sperimentare, specialmente nella stanza che usiamo come laboratorio, piena di stoffe di ogni genere e due macchine da cucire.


Vent’anni fa, seduta sulle ginocchia della mamma davanti alla macchina da cucire, è nata la mia prima creazione, una borsetta per mettere le conchiglie. Avevo scelto una stoffa arancione, il mio colore preferito, una cerniera fucsia e del tulle, per fare delle tasche trasparenti.

Tenevo con le mani il tessuto sul piano della macchina da cucire, assicurandomi che l’ago cucisse dritto, mentre mamma premeva il pedale e quel suono un po’ analogico e meccanico era già familiare.


Cos’è per me il cucito?

Qualcosa di normale, familiare. Ho sempre visto cucire mia mamma e a mia nonna prima di lei, che creavano per loro e per noi, da semplici pezzi di stoffa a creazioni “tridimensionali” da poter indossare.



Un po’ come una magia

Era incredibile come bastava immaginare un abito e come, con le stoffe giuste, qualche ora o qualche giorno e molta pazienza (di mamma), potevo veder realizzato tutto.

La cosa più bella erano i travestimenti di carnevale, lì la fantasia non aveva limiti e tutto era concesso; un vestito diventata una storia fantastica, dove io potevo farne parte ed essere una fata, una principessa, una maga, una piratessa... potevo essere tutto, bastava un vestito!


Spesso il vestito giusto era l’inizio di giornate intere di giochi fantastici, dove la fantasia spaziava e non c’erano limiti alle possibilità di ciò che potevo essere, di Chi potevo essere.


Questa possibilità di esprimermi tramite ciò che indossavo è cresciuta insieme a me, portandomi a spendere non so quante ore a scegliere e spesso a creare, cucendo, i vestiti che più mi rappresentassero da indossare il giorno dopo a scuola, perché se lo facevo la mattina