Dietro un ‘SEMPLICE’ costume

*guarda il video in fondo alla pagina*

Dietro ogni singolo oggetto (creato dall’uomo) c’è qualcuno che un giorno ha avuto un’idea e che poi, in qualche modo, quell’idea è stata trasformata da astratta a materiale.


Fra l’astratto ed il materiale, c’è sempre un processo creativo, che può avere forme e svolgimenti infinitamente differenti. Ogni processo creativo è unico, differente e speciale, così com’è :) Qual’ è il processo creativo che si cela dietro ad un ‘semplice’ costume STATO BRADIPO?


Un processo home-made, dove tutto si svolge in casa, fra il laboratorio con le macchine da cucire e il tavolo della cucina.

Io mi trovo ad essere stilista, modellista, (pseudo) sarta e indossatrice per assicurarmi che ogni passaggio porti ad un risultato di qualità, soprattutto nelle forme e nella vestibilità di ogni capo.


COME FUNZIONA?


IDEA: Tutto parte da un’idea. O meglio, da ottocentomila idee. La parte che forse mi piace di più è quella di pensare a tutte le possibilità, mettendo come “filtro di pensiero” le qualità che deve avere il risultato finale. Per un costume STATO BRADIPO i filtri sono: niente laccetti con nodi ingombranti, versatilità, stile, semplicità di realizzazione, comodo, comodo, comodo!


DISEGNO: mettendo nero su bianco linee e colori, lo creo anche nella mia mente, vedendone la reale fattibilità e analizzando quali saranno tutti i processi di manifattura, dal tipo di cuciture, allo spessore degli elastici interni, fino a dove posizionare l’etichetta.


MODELLISTICA: Ora la parte più difficile e soddisfacente: il cartamodello* (nota in fondo)

La prima volta che realizzo un nuovo capo parto da zero, con davanti a me foglio bianco, matita e immaginando quali possano essere tutte le componenti che comporranno il capo e come dovrebbero interagire fra di loro, una volta cucite assieme.


Per i costumi sono riuscita a catalogare delle ottime basi di cartamodelli, grazie al lavoro degli ultimi anni, sulle quali sviluppare i nuovi modelli, mantenendo le linee che so già funzionano e disegnandone di nuove dove mi serve.


La parte di modellistica, mi sono sempre detta che è un po’ come una forma di architettura e a volte anche di ingegneria (dove io sono al livello super iper basico 😂) dove pochi millimetri fanno una grande differenza e le variabili da considerare sono tantissime, dalla tipologia di tessuto che verrà utilizzato, alle curve del corpo da seguire e da esaltare, fino allo spazio che servirà per le cuciture.


PROTOTIPO: Taglio considerando il verso giusto del tessuto, usando il minimo indispensabile e lasciando meno ritagli possibili. Quando faccio prototipi utilizzo sempre tessuti che ho in abbondanza e che possano assomigliare di più a ciò che utilizzerò per la produzione, conservando anche i ritagli più piccoli per usarli in altri momenti.


Cucio con le macchine di casa, con le mie conoscenze base e imparando i trucchetti sul funzionamento della macchina, cambiando aghi e fili a seconda dei tessuti.

Per quanto riguarda i costumi, questa è la parte che mi viene peggio, in particolare quando faccio prototipi double-face, che richiedono un ordine preciso e logico per cucire le varie parti insieme e che io, puntualmente, mi dimentico :)


INDOSSARE: Provando il costume su di me, vedo e sento le imperfezioni, i difetti e le correzioni da fare. Di solito indosso ogni capo per più volte e in momenti diversi, facendo stretching e ballando anche per un bel po’, così da essere sicura di aver provato tutti i movimenti che il costume dovrebbe “sopportare” senza che dia fastidio. Fondamentale: avere un pacchetto di spille da balia per modificare il costume quando ce l’ho addosso e pensare a come vestirebbe a più possibili fisicità e corporature diverse.


BACK TO MODELLISTICA: Eh sì, almeno una volta (se non tre o cinque o sette) c’è sempre da rimettere le mani sul modello e ridisegnare le modifiche viste indossando il prototipo.


E poi? Poi ricomincio da capo finché non raggiungo il risultato prefissato nell’idea iniziale :)


Una volta che questo processo creativo dei costumi è terminato, porto tessuti, modelli e primi prototipi al laboratorio artigianale al quale mi rivolgo, qui in Romagna.

Loro faranno un ulteriore prototipo (ufficiale e veritiero, rispetto a quelli che posso fare io) che proveremo nuovamente su di me e, se non ci sono altre correzioni da fare, partirà la produzione.


Ecco cosa c’è dietro ad un “semplice” costume STATO BRADIPO :) Cheers & Love!

Nina di STATO BRADIPO®


*Lo sapevi che ogni singolo indumento che hai, è stato realizzato prima bidimensionalmente su carta, a dimensione reale? Guarda le cuciture di una semplice maglietta e immaginati di scucirla tutta e di stendere ogni ritaglio sul tavolo. Le maniche della maglietta avranno una forma che probabilmente non ti aspetteresti :)


PS: nel video, mentre sto ridisegnando la seconda volta il cartamodello, sono in compagnia di mia mamma. Lei mi ha insegnato a cucire da quando ero piccola e mi aiuta a ragionare sul cartamodello quando c'è qualcosa che non mi torna. Lei ha un sacco di idee e crea un sacco di cose :) CLICCA QUI per vedere alcune delle sue creazioni uniche

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